Nel corso dei secoli, la respirazione ha svolto un ruolo centrale in molte civiltà sparse in tutto il mondo ed è stata utilizzata per meditare, per potenziare la salute e per migliorare le performance fisiche e mentali, ma anche per raggiungere livelli di coscienza più elevati. Indù, buddhisti, taoisti, nativi americani e civiltà centro e sudamericane, e perfino gli antichi greci, in un periodo lungo millenni (i primi riferimenti scritti sulla respirazione, trovati nell’attuale India, risalgono al 700a.C) hanno coltivato la pratica dell’esercizio respiratorio. L’importanza della respirazione nelle culture antiche emerge anche nella terminologia, in quanto la parola che identificava la respirazione veniva usata anche con il significato di energia, vitalità, spirito: ne sono un esempio il Prana della traduzione yogica, il Chi di quella cinese, il Ki di quella giapponese, ma anche lo Pneuma degli antichi greci e lo Spiritus latino (soffio, respirazione, forza vitale). Per tutte queste culture la respirazione era un mezzo per entrare in connessione con il mondo e la sua energia, ma soprattutto per entrare in connessione con il proprio corpo e con la propria mente, migliorandone il funzionamento e la salute. Nel corso della storia dell’uomo, civiltà lontane e mai entrate in contatto hanno ciclicamente scoperto (o riscoperto) i benefici della respirazione e li hanno integrati nella loro medicina. Nella storia moderna, in particolare in Occidente, l’esercizio respiratorio è stato tuttavia dimenticato per numerosi secoli, e soltanto recentemente sta venendo riscoperto: negli ultimi anni, infatti, numerosi ricercatori hanno studiato e misurato gli effetti biologici e psicologici della respirazione e i risultati sembrano confermare ciò che molte civiltà avevano scoperto migliaia di anni fa: l’esercizio respiratorio è davvero in grado di influire sul funzionamento del corpo e della mente, potendo influire sulla funzione cardiovascolare, su quella immunitaria, sul sistema nervoso, sulle componenti emotive e cognitive, sul sonno e su molti altri aspetti. Prima di questa recente riscoperta, in occidente la respirazione era stata spogliata del suo bagaglio di effetti terapeutici, venendo considerata un atto puramente meccanico, non migliorabile dall’esterno e senza alcun impatto sulla funzione corporea e mentale. Nel 1998, l’editore del New England Journal of Medicine, una delle riviste mediche più autorevoli a livello mondiale, affermava che “la salute determina il modo in cui respiriamo, ma il modo in cui respiriamo non ha effetto sul nostro stato di salute”. Che respiriamo velocemente o lentamente, in maniera profonda o superficiale, con il petto o con la pancia, col naso, con la bocca o attraverso un respiratore meccanico, tutto ciò non ha il minimo impatto sulla nostra salute. Oggi sappiamo che non è così: così come una corretta respirazione o lo svolgimento di esercizi respiratori possono migliorare la nostra salute, allo stesso modo una respirazione scorretta può facilitare la comparsa di problemi di salute. In Occidente questa tendenza sembra essere molto comune: si stima infatti che il 10-30% della popolazione sia soggetto a “Respirazione Disfunzionale”, una condizione che può manifestarsi in vari modi. Rientrano in questo quadro situazioni come la Sindrome da Iperventilazione, che ci fa respirare cronicamente in maniera rapida e superficiale e che ha un profondo impatto sui valori di ossigeno e di anidride carbonica che scambiamo attraverso i polmoni; oppure la Respirazione a Dominanza Toracica, che ci porta a utilizzare in maniera inefficace il muscolo diaframma (principale attore della respirazione) e a fare affidamento sulle componenti cosiddette “accessorie”, come i muscoli del collo, delle spalle e del torace; o ancora, la Respirazione Orale, che porta all’instaurarsi di un circolo vizioso particolarmente dannoso sia per naso e bocca ma, più in generale, a tutto il corpo, essendo collegato alle apnee notturne e alle patologie cardiovascolari. In questo capitolo approfondiremo ciascuna di queste condizioni, il loro impatto sulla salute e le strategie che possiamo utilizzare per contrastarle. Analizzeremo inoltre come l’esercizio respiratorio possa tornare utile anche per coloro che non hanno una respirazione disfunzionale, ma vogliono migliorare il loro stato di salute fisico e psichico.